Tullio DE MAURO
La sintassi. Atti del III Convegno Internazionale di Studi, Roma 17-18 maggio 1969. Roma, Bulzoni 1970 (SLI 2)

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La Società di Linguistica Italiana si costituì grazie all'opera di un comitato promotore non numeroso, ma vario e composito per campi e orientamenti di indagine, nazionalità, attività dei componenti (1). Una spinta determinante venne da due linguisti americani Robert A. Hall jr. e Frederick Agard. Fu decisivo, per la nascente iniziativa, il partecipe assenso di Luigi Heilmann, che volle assumere precise responsabilità organizzative presiedendo il comitato promotore. Grazie alla garanzia degli autorevoli linguisti americani già menzionati, cui si aggiungevano il compianto Paul Roberts, il giovane generativista italo-americano Mario Salterelli e la nostra valente americanista Biancamaria Tedeschini Lalli, la nascente società poté trovare ospitalità in Palazzo Antici-Mattei, nelle sale dell'Associazione di Studi Italo-Americana.
Nelle sale affrescate dell'antico palazzo di via Caetani la SLI poté tenere la sua assemblea costitutiva e il suo primo convegno di studi, il 27 e 28 maggio 1967. Parlarono brevemente, in apertura, Luigi Heilmann e chi ora scrive queste note (2).
Il convegno si incentrò nella discussione di quattro relazioni di illustri studiosi stranieri: André Martinet, M.A.K. Halliday, Robert A. Hall jr., Robert Lees.
La scelta intendeva rispondere a quelle esigenze di equilibrio e di integrazione nel dibattito tante volte, allora e poi, sottolineate da Luigi Heilmann (3), esigenze che la SLI ha cercato di tenere sempre presenti, come guida nelle sue ormai numerose realizzazioni. Hall doveva rappresentare e rappresentò, con limpidezza, le istanze dello strutturalismo postbloomfieldiano, attivo ancora, pur se arroccato (specie in quegli anni) sulla difensiva sotto l'impeto delle critiche di Noam A. Chomsky. Lees, trattenuto all'ultimo momento in Israele dagli eventi bellici che coinvolgevano quella sua terra, inviò tuttavia una relazione, destinata a segnare una tappa rilevante nella storia teorica del postchomskismo. Martinet portava la voce autorevole dello strutturalismo e funzionalismo europei, una prima elaborata risposta alle esigenze poste dal chomskismo. Halliday, infine, prospettava con eleganza epistemologica soluzioni teoriche e indirizzi di ricerca assai concreti, destinati a trovare di più in più udienza nei fatti.
Il 28 maggio, l'assemblea provvide alle elezioni della cariche sociali previste dallo statuto della SLI. Alla presidenza fu eletto, con voto unanime, Gianfranco Folena. Si volle con ciò sia pagare un tributo di stima e d'affetto verso il valoroso filologo e linguista di Padova, sia sottolineare che la SLI non voleva essere una accolta di spregiatori delle accortezze filologiche, negatori delle indagini storiche.
Alla vicepresidenza fu eletto Paul Roberts, a sottolineare l'esigenza di una stabile apertura internazionale della SLI (ricorderò che, nella fase costitutiva, si era pensato alla denominazione "Società Internazionale di Linguistica Italiana" e che l'aggettivo fu poi soppresso sia perché se ne paventava una lettura enfatica sia perché restringeva in modo non desiderabile il senso di "linguistica italiana"). La segreteria fu assunta da Mario Salterelli.
Vicende varie resero difficili i primi mesi di vita regolare della società. La perdita prematura del vicepresidente, Paul Roberts, creò un vuoto non colmabile. Di più, dal crollo delle fatiscenti strutture dell'università italiana si alzava il gran polverone della contestazione. Da Palazzo Campana a via Maqueda l'inquieto torpore delle facoltà universitarie italiane fu sconvolto da studenti speranzosi ed agitati. Diversi progetti, tra l'altro quello di un'analisi oggettiva sullo stato degli insegnamenti linguistici nelle nostre università, finirono nel nulla.
Alle soglie della primavera del 1968, Folena e Heilmann, incontratisi a Bologna, decisero tuttavia che valeva la pena tentare di mandare avanti la SLI. In fretta, si preparò il secondo convegno di studi, il cui tema, fissato fin dal 1967, doveva essere la lessicologia.
Eugenio Coseriu accettò di tenere, e tenne in effetti il 27 aprile 1968, la sua bella e importante relazione. Ne seguì una discussione vivace e affollata. Nonostante tutto, moltissimi erano venuti a Roma di nuovo a Palazzo Antici-Mattei, da tutte le sedi universitarie italiane, e dai più diversi paesi europei. E, soprattutto, da parecchi giovani studiosi vennero presentate comunicazioni di notevole rilievo teorico e fattuale (4).
Heilmann e Folena avevano visto giusto. Valeva la pena che la SLI continuasse la sua strada. Alla presidenza fu chiamato Ignazio Baldelli, ordinario di storia della lingua italiana nell'università di Roma, alla vicepresidenza Josip Jernej. Le scelte della SLI cominciavano così a iterarsi, ad abbozzarsi in progetto d'una tradizione. La segreteria toccò a un giovane ricercatore dell'Istituto di Psicologia del CNR, Domenico Parisi.
L'editore Bulzoni, che si era coraggiosamente assunto l'onore di curare le nostre pubblicazioni, sostituì il primo aranciato "bollettino" della SLI, contenente gli atti del primo convegno, con un miglior volume, ancora mimeografato, intitolato La grammatica. La lessicologia.
Quel volume, restato semiclandestino, si è comunque esaurito. Esso ci appare oggi di veste assai modesta e sciatta, dopo i sempre più accurati ed eleganti volumi che la SLI deve alle cure di Mario Medici e dei suoi intelligenti collaboratori ed all'impegno editoriale dell'amico Bulzoni. Abbiamo concordemente ritenuto opportuno sostituirlo con questa nuova edizione, più degna dell'alto e ancora vivo interesse (5) dei contributi teorici dei maestri come Martinet e gli altri, che ci furono accanto all'inizio del nostro cammino.


Tullio DE MAURO


Nel 1988, quasi a festeggiare i 20 anni della SLI, Tullio De Mauro è tornato 'sul tema' proponendoci parecchie altre informazioni, ricordi, testimonianze degli eventi che 'portarono' alla SLI:
T. DE MAURO, La nascita della Società di Linguistica Italiana, in: A. Vàrvaro (a cura di), La linguistica italiana, oggi. Roma, Bulzoni 1991 (SLI 29), pp. 13 - 29


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