BOLLETTINO SLI
XXV (2007) 2
NOTIZIARIO del GISCEL
Gruppo di Intervento e Studio
nel Campo dell’Educazione Linguistica
http://www.giscel.org
a cura di Adriano Colombo
Sede legale: presso Università di Roma «La Sapienza», Dipartimento di Studi
filologici, linguistici e letterari, Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma.
Indirizzo operativo: Casella postale n. 4, 40050 Funo di Argelato (BO)
Lettera del Segretario
Care amiche e cari amici,
la grande novità dell’estate passata è stata
l’emanazione delle nuove Indicazioni per il curricolo della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. Le nostre valutazioni in
proposito sono oramai note, e sono passate al vaglio dell’assemblea di
Pescara dello scorso settembre: abbiamo giudicato opaco e confuso il metodo
con cui si è proceduto alla stesura del documento (tutto il contrario della
estesa e trasparente convocazione di esperti di ogni provenienza che ci fu
ai tempi del ministro De Mauro); ma abbiamo valutato il risultato
complessivamente positivo, una base di partenza sufficiente per la
costruzione dei reali curricoli, che spetta alle scuole, considerando anche
la consultazione e la revisione previste entro questo biennio. Una
valutazione e un commento analitico, dal punto di vista dell’educazione
linguistica, e una guida alla lettura delle Indicazioni con suggerimenti per
le implicazioni didattiche da trarne si trovano in un volumetto che abbiamo
prodotto rapidamente in questi mesi e che sarà già disponibile quando
leggerete queste note.
Il volumetto costituisce lo strumento che il GISCEL si dà per offrire il
proprio contributo alla formazione degli insegnanti. Non c’è dubbio che ciò
che può fare dell’operazione Indicazioni un passo importante nella
costruzione di una autonomia didattica delle scuole reale ma non anarchica
sta in due fattori: la formazione e il sistema delle verifiche nazionali.
Sulla formazione abbiamo una ricca e valida esperienza, e avremo presto uno
strumento ad hoc, sulla valutazione il prossimo Convegno nazionale di Milano
ci offrirà sicuramente un’attrezzatura concettuale adeguata. Possiamo dunque
dire che il GISCEL è pronto per fare la sua parte. Non altrettanto mi
sentirei di dire dell’amministrazione scolastica, che sta procedendo in modo
lento, non trasparente e tutto chiuso in sé. I contatti che avevano fatto
sperare in una ripresa di collaborazione istituzionale tra l’associazione e
il Ministero non hanno per ora seguito. Restiamo pronti a collaborare, in
sede nazionale o regionale, ma intanto dobbiamo dimostrare di essere capaci
di muoverci anche per contro nostro. Alcune iniziative sono già in cantiere
in sede nazionale e in sedi locali, ed è necessario che si moltiplichino.
Nel frattempo c’è da affrontare anche il problema del nuovo biennio che
diventa di completamento dell’obbligo scolastico. In proposito abbiamo avuto
finora un Regolamento (con annesso “documento tecnico”) che dice a mio
parere con molte parole poche cose e generiche. Tra noi la discussione è
tutta da affrontare e dobbiamo impegnarci a farlo nonostante l’urgenza di
tanti compiti.
Resta in primo piano quello di dare fiato alla diffusione della nostra
collana di pubblicazioni, la quale (non dimentichiamolo mai) è costantemente
a rischio di estinzione. Da pochi mesi è uscito un volume centrale per la
nostra storia, che è anche uno strumento di lavoro formidabile: Educazione
linguistica democratica. A trent’anni dalle Dieci tesi; segue ora Il
curricolo e l’educazione linguistica. Leggere le Indicazioni; per i primi di
marzo, al Convegno nazionale, contiamo di avere Lessico e apprendimenti..
Ricordiamo che tutto questo lavoro sarà vanificato se non ci impegniamo a
far conoscere i volumi, mostrarli. acquistarli per venderli.
Ancora, un impegno notevole ci è richiesto dal progetto di formazione
‘Poseidon’, che giunge alla fase di radicamento nelle regioni e richiede il
concorso dei nostro gruppi regionali; e in alcune regioni figlia pure un PON
(Piano operativo nazionale) finanziato dall’Unione Europea che potrà darci
molte soddisfazioni ma intanto chiede molto lavoro.
Care amiche e cari amici, questa è l’ultima lettera che vi indirizzo come
segretario nazionale. Non tocca a me fare un bilancio del lavoro della
segreteria, posso solo dire che in questi quattro anni i nostri compiti sono
cresciuti a un ritmo impressionante, e con loro le opportunità e le
responsabilità. Ringrazio di cuore tutti coloro che hanno contribuito a
questo impegno, dai membri della Segreteria nazionale a quelli del Comitato
scientifico, ai segretari regionali e a tanti altri amici e amiche. Ma sento
anche il bisogno di dire che la risposta della periferia alle sollecitazioni
del centro è stata pronta e reattiva in alcuni casi, ma non in tutti.
Qualche volta qualcuno mi ha fatto risuonare in testa quella bella romanza
del Werther di Massenet, che in italiano ha le parole «Ah, non mi
ridestar...». L’augurio che voglio fare a chi mi succederà in questa carica
è che sappia essere un miglior ridestatore.
Statemi bene.
Adriano Colombo