BOLLETTINO SLI XXV (2007) 2

 

ASSEMBLEA SOCI

 

Allegato n. 2

Relazione del Presidente sul biennio 2006-2007

 

Cari soci, amici, colleghi, questa relazione oltre a essere un consuntivo del biennio 2006-2007 è inevitabilmente anche una riflessione sul mio mandato di presidente della Società di Linguistica Italiana negli anni 2003-2007. Mi sembra un utile punto di partenza prendere in considerazione i contenuti scientifici espressi dai Congressi annuali, che rappresentano lo stato dell’arte e gli interessi prevalenti di studio e di ricerca dei soci. Il XLI Congresso, quello in corso qui all’Università di Chieti-Pescara, dedicato a Alloglossie e comunità alloglotte nell’Italia contemporanea, organizzato con grande perizia e con ottimi risultati da Carlo Consani, Paola Desideri, Francesca Guazzanelli, Carmela Perta e Domenico Russo ha affrontato i diversi risvolti e le diverse prospettive di una tematica oggi centrale negli studi linguistici, sia dal punto di vista socio-culturale che da quello degli approcci teorici e descrittivi. Più in generale, l’alloglossia e i fenomeni ad essa collegati, come il bilinguismo, la mescolanza linguistica, il formarsi di comunità minoritarie, etc. rappresentano una costante della riflessione linguistica almeno a partire dai modelli di indagine del cambiamento linguistico delineati dai linguisti illuministi. Comprendere come si determina la riciproca influenza di lingue diverse significa spiegare uno dei meccanismi insieme più evidenti e più nascosti della vita delle lingue, cioè il fenomeno della variazione. Non a caso la linguistica del novecento ha trattato questo tema con una ricchezza di elaborazioni, di metodi e modelli che ne mette in luce il ruolo teorico e concettuale fondamentale. La SLI, nel suo statuto, nella sua struttura organizzativa e nei suoi congressi ha quindi registrato la centralità delle tematiche relative al contatto linguistico e al multilinguismo riproponendole a più riprese anche in questi ultimi anni, come nel XXXIX Congresso tenutosi nel 2005 presso l’Università La Bicocca di Milano su Lo spazio linguistico italiano e le ‘lingue esotiche’: rapporti e reciproci influssi dedicato all’analisi dei diversi meccanismi che portano all’interazione fra lingue e culture e sono quindi alla base di una società multiculturale, e nel XXXVIII Congresso su Lingue Istituzioni Territori tenutosi a Modena nel 2004, che ha affrontato argomenti cruciali dell’organizzazione delle società italiana e europea, legati anche ai fenomeni innescati dai processi di globalizzazione che mettono in gioco la salvaguardia dello specifico patrimonio culturale e linguistico delle persone e delle comunità. Naturalmente i congressi hanno anche interpretato problematiche di tipo metodologico e teorico, come il XL Congresso su Linguistica e modelli tecnologici di ricerca (21-23 settembre 2006) presso l’Università di Vercelli dedicato alla ricerca sperimentale, e ai nuovi modelli statistici e computazionali, e il XXXVII Congresso su La formazione delle parole tenutosi all’Aquila dal 24 al 27 settembre 2003, che ha offerto un articolato dibattito sui punti salienti dell’indagine e della teoria morfologica. A questo insieme di iniziative, già interessante e ricco, si devono aggiungere gli incontri e i convegni promossi dagli altri gruppi, come il convegno del GSCP Comunicazione parlata e manifestazione delle emozioni  tenutosi a Padova nel 2004, e la giornata di studio dell’aprile 2005 A trent’anni dalle Dieci tesi per l’educazione linguistica democratica, promossa dal GISCEL in collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza. Il quadro è completato dai convegni GISCEL, come il XIII Convegno nazionale di Lecce su Il linguaggio dall'infanzia all'adolescenza: tra italiano, dialetto e italiano L2, e il XIV Convegno nazionale di Siena Lessico e apprendimenti.

In quanto presidente della SLI mi sono occupato della questione del Consiglio Superiore della Lingua la cui istituzione venne proposta nei termini del disegno di legge n. 993 del 2003. Ho visto questo organismo come sintomatico della concezione della vita socio-culturale di un paese che può avere un governo di destra. Ho espresso una dettagliata serie di osservazioni critiche sul significato di un simile organismo sul Bollettino (si vedano i numeri del 2004) e sulla rivista Lingua italiana d’oggi, dietro il cortese invito di Massimo Arcangeli. Il CSLI si configurava come un organo dirigistico, omogeneo agli orientamenti ideali di quell’amalgama di forze politiche e intellettuali che in particolare si è riconosciuto nell’ostilità alla legge 482 sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche. Inoltre corrispondeva ad un approccio distorto alla lingua trattata come un comportamento, una sorta di agglomerato di segni regolabile per legge. Penso che il naufragio, almeno fino a questo momento, di questa proposta sia un buon risultato, coerente con l’impegno scientifico, l’apertura culturale e l’ispirazione democratica che la SLI ha sempre nutrito. Il dibattito sul CSLI ci ha ricordato quanto sia importante e delicato il ruolo di un’educazione linguistica adeguata, e quanto la contrapposizione della linguistica scientifica all’educazione scolastica sia fuorviante. Una corretta ed efficace linguistica educativa implica gli strumenti di analisi specializzati delle teorie e delle metodologie linguistiche, cioè gli strumenti che permettono di capire il funzionamento del linguaggio.

In stretta collaborazione col Presidente della Società Italiana di Glottologia Marco Mancini ho rappresentato la SLI sia nella revisione delle tabelle dei corsi di laurea, ora entrate in funzione, sia in merito alla questione dei percorsi abilitanti all’interno delle lauree specialistiche. In particolare i due Presidenti di SLI e SIG si sono adoperati nelle sedi opportune (CUN, Conferenza dei Rettori, Conferenze dei Presidi) perché la Laurea Specialistica in Linguistica fosse inserita nelle lauree con percorsi abilitanti. Per quanto riguarda la presenza di L-LIN/01 nei curricula dei Corsi di Laurea, l’impegno profuso dal sottoscritto e da Mancini ha dato i frutti attesi, nel senso che le nostre richieste, naturalmente legittime e plausibili in termini scientifici e culturali, hanno trovato normalmente ascolto. Al raggiungimento di un’equilibrata presenza di L-LIN/01 nei diversi corsi di laurea ha concorso anche  l’impegno di diversi colleghi, fra cui Elisabetta Fava, Andrea Moro e Alberto Zamboni, giustamente preoccupati di una sufficiente presenza della linguistica nei corsi delle professioni sanitarie, inclusivi della formazione dei logopedisti (Bollettino 2 del 2005). Recentemente, è stato oggetto di discussione all’interno dei settori scientifico-disciplinari e, fra di essi, la creazione delle aggregazioni dei settori scientifico-disciplinari in vista dell’applicazione dei regolamento dei concorsi per ricercatore universitario, e nella prospettiva della creazione di settori più ampi e comprensivi di quelli attuali. Nuovamente, anche per l’attenzione prestata da me, da Marco Mancini e da Stefania Giannini,  L-LIN/01 ha avuto una collocazione adeguata raggruppando intorno a sé i settori tradizionalmente più vicini. L’unico rammarico è la discrepanza che sembra allontanare da noi i colleghi del settore di Linguistica italiana, molti dei quali sono linguisti di formazione (Bollettino 1 del 2007).

Per quanto riguarda l’organizzazione della Società, ricordo che al Congresso del 2003 si poneva la questione della formazione di nuovi gruppi di studio. Nello specifico, il Gruppo di Studio della Comunicazione parlata (GSCP) si era già costituito dopo il congresso di Bergamo del 2002 mentre il Gruppo di Studio sulle Politiche Linguistiche si sarebbe costituito nel 2004, dopo il congresso di Modena. La mia posizione, assunta di concerto col CE, è stata quella di favorire la costituzione di Gruppi di Studio, nello spirito dell’articolo 21 dello Statuto. I gruppi in effetti rispondono in ultima istanza ad una migliore organizzazione degli interessi scientifici, dei domini disciplinari e degli ambiti applicativi che la SLI esprime. Questo è valso per il GISCEL, che riflette un particolare complesso di tematiche della ricerca linguistica, e individua un particolare insieme di referenti, cioè gli insegnanti. Per quanto riguarda gli altri gruppi, il GSCP corrisponde a una specifica linea di ricerca, mentre il GSPL corrisponde piuttosto ad una prospettiva applicativa in un campo di grande rilevanza socio-culturale, qual appunto quella delle politiche linguistiche. In effetti l’articolazione dei campi di ricerca e di interesse che si raccolgono sotto l’etichetta di ‘linguisticà, rende naturale l’esistenza di gruppi di studio specializzati per particolari tematiche.

Il Bollettino e il sito della Società sono stati in parte ripensati. Si è valorizzato il nostro sito, messo a punto dall’impegno di Giuliano Merz, che ringrazio per l’attenta e assidua cura prestata. In particolare sul sito troviamo ora l’elenco dei soci e i loro recapiti, compreso l’indirizzo di posta elettronica. Il sito ospita informazioni e materiali, sia della SLI che dei Gruppi, come i riassunti delle relazioni, gli statuti, i regolamenti e lo stesso annuario degli insegnamenti linguistici. Il ruolo del sito è importante, in quanto è disponibile ad un pubblico molto più ampio di quello degli iscritti. Il Bollettino è stato portato a due numeri e presenta un formato e una veste diversi, mostrando un aspetto meno penitenziale. Cosa più importante, il Bollettino contiene anche contributi di carattere metodologico, relativi alla storia e alla vita della Società o relativi a questioni di politica scolastica o universitaria, volti a fornire contenuti scientifico-disciplinari che possano arricchire e completare la funzione stessa del Bollettino. I bilanci rosei degli ultimi anni hanno indotto il CE e le assemblee a pensare ad un utilizzo della maggiore disponibilità in linea con i significati e gli scopi della Società stessa. Oltre alla copia in CD degli ultimi 9 volumi degli atti, già approntata dalla Bulzoni, e in attesa di una sua distribuzione ai soci, la SLI ha concorso con un contributo all’attivazione della scuola estiva organizzata con ottimi risultati dalla Societas Linguistica Europaea su ‘Linguistic Methodology’ all’Università del Molise dal 16 al 28 luglio 2007 (responsabile scientifico era il Prof. Christian Lehmann, Università di Erfurt - Germania, Presidente della Societas Linguistica Europaea; l’organizzatore locale era la Prof. Giuliana Fiorentino, Università del Molise).

L’attività multiforme e articolata della Società di Linguistica Italiana si inserisce in un clima socio-culturale sempre più caratterizzato dal formarsi di condizioni di multilinguismo e multiculturalismo accentuate, nelle nostre città ma anche spesso in piccoli comuni. Le istituzioni scolastiche dei paesi europei si trovano quindi davanti al compito di rafforzare o introdurre le forme di bilinguismo/ multilinguismo che potranno garantire non solo la ricchezza del patrimonio delle lingue attuali ma renderlo utilizzabile da un maggior numero di cittadini, in linea con l’esigenza di un’educazione all’accoglienza e alla tolleranza e insieme di un’educazione alla differenza e alla pluralità delle nostre identità. È importante aver presente a questo proposito che le diverse lingue parlate in Europa e nel mondo costituiscono un patrimonio comune di tutti i popoli che le parlano. A tal fine, dal 1999 l’UNESCO promuove per il 21 febbraio la Giornata Internazionale della Lingua Madre sullo stato delle lingue, con ‘l’auspicio di una politica linguistica mondiale basata sul multilinguismo’. Anche l’Unione Europea, con la recente Comunicazione della Commissione Europea sul multilinguismo, collega il bi(/multi)linguismo ad una cultura più aperta e tollerante e alla valorizzazione delle nostre capacità cognitive (Bollettino 1 del 2006). Tali temi, intrinseci peraltro alla tradizione della SLI, sono stati oggetto di due giornate di studio organizzate dal GSPL nel marzo 2006 a Milano Bicocca e nel febbraio 2007 all’Università di Udine. Direi che nella situazione socio-culturale appena descritta le discipline umanistiche e in particolare quelle linguistiche hanno un ruolo importante, ai fini della creazione di figure professionali e conoscenze disciplinari adeguate ad affrontare le nuove situazioni sociali e educative.  Ripetutamente le discipline di area umanistica sono state messe sotto accusa sia in quanto aprirebbero scarse possibilità occupazionali sia in quanto sottrarrebbero giovani agli studi nel campo delle scienze tecnologiche o alla formazione in campi disciplinari di immediata valenza pratica. Tuttavia, i dati disponibili sull’inserimento nel mondo del lavoro non penalizzano in maniera particolare i laureati provenienti dalle discipline umanistiche (Bollettino 1 del 2007), mostrando al contrario che i laureati anche nei corsi di laurea spesso più discussi, come ad esempio Comunicazione, si inseriscono con buon successo in un mondo del lavoro interessato all’organizzazione della comunicazione culturale, mediatica e istituzionale. In questo quadro complesso, caratterizzato da ombre ma anche da elementi positivi, si inserisce l’attività di docenti e di ricercatori, universitari e non. In particolare l’educazione linguistica ha un ruolo centrale; la linguistica infatti fornisce la base concettuale e conoscitiva necessaria per trattare il complesso di fenomeni linguistici associati ai grandi processi socio-economici che vediamo intorno a noi, indirizzando verso una lettura non pregiudiziale delle differenze linguistiche e culturali e dei rapporti fra lingue.

Concludendo, desidero ringraziare i colleghi del Comitato Nomine che nel 2003 indicarono il mio nome come Presidente, per la stima e la fiducia che mostrarono nei miei confronti. Presiedere la SLI è stato per me un motivo di vero orgoglio; alla Società ho dedicato i miei sforzi con sincera dedizione e con affetto perseguendo per quanto mi era possibile e ero in grado di fare, con i miei limiti, una sua più efficace presenza nel mondo culturale e universitario italiano, sempre nel tentativo di interpretarne la forte ispirazione democratica che l’ha vista nascere alla fine degli anni ’60 del novecento. Sono grato alle Segretarie che si sono succedute in questi anni, le colleghe Patrizia Cordin e Elisabetta Jezek, alle quali dobbiamo il buon funzionamento degli organi e la preparazione del Bollettino, oltre che consigli preziosi e attenta cura alla vita della Società. Un riconoscimento particolare va anche alle nostre cassiere, Elisabetta Jezek, e dal 2005 Monica Palmerini, depositarie di un compito delicato e fondamentale. Ringrazio anche i colleghi che in questi  anni si sono succeduti nel Comitato Esecutivo, Giovanna Alfonzetti, Michela Cennamo, Mari D’Agostino, Giuliana Fiorentino, Livio Gaeta, Maria Giuseppa Lo Duca, Edoardo Lombardi Vallauri, Giovanna Massariello Merzagora, Andrea Moro, Annalisa Nesi, Davide Ricca, Miriam Voghera, Cristina Lavinio e Adriano Colombo (responsabili GISCEL), Federico Albano Leoni (responsabile GSCP), Emanuele Banfi e Gabriele Iannaccaro (responsabili GSPL), Giuliano Merz (curatore del sito della SLI), per l’impegno dedicato alla SLI e l’efficace e fondamentale colloborazione nella definizione delle scelte della Società. Ringrazio i Comitati Organizzatori e i Comitati Scientifici che hanno dato vita agli importanti Congressi menzionati all’inizio, garantendone non solo il buon successo ma anche l’alto livello scientifico; li ringrazio anche per la cura, sempre impegnativa, degli Atti relativi. Questi anni di presidenza sono stati un’esperienza importante e formativa per il sottoscritto, nella quale i rapporti umani e di lavoro con numerosi colleghi mi hanno dato importanti elementi di confronto e di riflessione nell’affrontare questioni di carattere culturale, scientifico, organizzativo. Accomiatandomi, desidero fare i miei più sinceri auguri di buon lavoro al nuovo Presidente, Tullio Telmon, caro e stimato collega, e ringraziare Tullio De Mauro, per le parole affettuose avute nei miei confronti nelle giornate del congresso pescarese, come anche per i consigli e la vicinanza che mi ha assicurato in questi anni. Le sue parole di apprezzamento mi hanno davvero commosso; sono infatti le parole di uno studioso ammirato da me come un vero maestro e un sicuro e insostituibile riferimento per le sue qualità umane, scientifiche e culturali.

 

 

 

 

Leonardo M. Savoia