1967-2007: 40° anniversario della SLI
27-28 maggio 1967: assemblea costitutiva e primo convegno di studi
nel Palazzo Antici-Mattei di Via Caetani a Roma

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 Sergio Scalise (Ferrara)

 

                  "Morphologists should establish domain-specific principles and determine on the base of these how morphology interfaces with other grammatical components. After all, if we don't look for specifically morphological principles and they happen to be there, we'll never find them".

                  (Spencer 1993:586).

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La morfologia lessicale 'classica' era costruita su presupposti molto semplici e 'forti', come i seguenti:

 

1) a. lo spazio computazionale nella grammatica per le operazioni morfologiche è un componente separato,

b. la separazione tra morfologia e sintassi e' assoluta,

c. prevalenza del dominio formale su quello semantico,

d. disinteresse per tutti i dati 'esterni'.

 

La separazione di cui al punto a) era, oggi lo sappiamo, una semplificazione ma comunque un passo semplificatorio necessario per definire un campo di indagine 'netto', cioè per porre i fondamenti di una disciplina nascente.

La realizzazione della strategia di cui al punto b) era affidata a principi espliciti come il c.d. No Phrase Constraint e la Lexical Integrity Hypothesis: questi due principi bloccano i rapporti tra sintassi e morfologia in entrambe le direzioni: il NPC impedisce alla morfologia accesso alla sintassi (2), mentre la LIH impedisce alla sintassi accesso alla morfologia (3):

 

2) *[ [ ]NP + Suf ] , *[ [ ]VP + Suf ]

 

3) a. Maria taglia carte -> Cosa taglia Maria t ?

b. Maria ha un tagliacarte -> *Cosa ha Maria un taglia t ?

 

Oggi tutti questi punti (compresi il punto c) e il punto d)), sono messi in discussione: gli studi di semantica affissale si moltiplicano (cfr. di recente Martin (1996), Bisetto (1996)) e così pure studi che si basano sul presupposto che morfologia e pragmatica siano reciprocamente rilevanti (Dressler-Barbaresi (1994)). Morfologia e Sintassi debbono interagire, su questo ormai le teorie contemporanee sono più flessibili delle teorie lessicaliste degli anni '80. Per esempio, Booij (1996) ha discusso casi di composti che contengono sintagmi (4):

 

4) [kleine-kinderen] gedracht "comportamento da bambini piccoli"

 

e Lieber (1992) ha messo al centro del suo lavoro recente composti detti 'phrasal compounds':

 

5) a. a floor of a birthcage taste "un sapore da pavimento di gabbia di uccelli"

a pipe and slipper husband "un marito pipa e pantofole"

b. lach of ik schiet humor "un umore da ridi o sparo"

God is dood theologie "teologia da Dio e' morto"

 

Il punto in discussione oggi, però, non è se sintassi e morfologia debbano o meno interagire. La ricerca recente ha messo in rilievo che questa interazione non è in discussione e che in certe lingue e per certi processi definiti, costruzioni sintagmatiche possono costituire la base di regole morfologiche:

 

6) a. composizione (olandese) [kleine kinderen] gedracht

b. genitivo sassone (inglese) [a friend of mine]'s

c. suffissazione (-ismo/ista it.) [me ne frego]ismo

d. prefissazione (V0/Vmax)

e. ....

 

Il punto è se le costruzioni della morfologia possono essere interamente spiegate dalla sintassi e dalla fonologia. Un conto è regolare i rapporti tra Morfologia e Sintassi, allentando sia la LIH sia la NPC, un altro conto è dire che non vi è bisogno di un componente morfologico perché le costruzioni della morfologia possono essere interamente spiegate dalla sintassi. Le posizioni sono variegate:

 

7) a) la morfologia è un componente autonomo della grammatica

(Anderson 1992, Aronoff 1994, Booij 1996, Spencer 1993, Scalise 1994)

 

b) le operazioni della morfologia hanno luogo nella sintassi e sono governate da principi sintattici (Bok-Bennema 1996)

 

c) "This book is an attempt to articulate a theory of word formation based on the premise that there is no separate component of morphology in the grammar" (Lieber 1992: 1)

 

d) "[...] there is a morphological 'component'. But this 'component' is not distinct from the syntactic one, as the same principles apply equally to the morphological and the syntactic domain [...] it is unnecessary to assume that there is an autonomous module of grammar dealing exclusively with Morphology" (Ackema 1995: 1-2)

 

e) "The system [minimalism] distinguishes a phonological component as well as a morphological component as distinct from a syntactic component, however, the derivations take place in a single derivational space" (Di Sciullo: 1996, 4)

 

f) "The Generative Semantics program was motivated, in part, by a vision of the nature of lexical items which is essentially the same as ours. This is the idea that the notion 'possible lexical item' (in relation to the view that syntax is projected from the lexicon), is defined, or constrained, by certain principles of grammar which also determine the well-formedness of syntactic structure". Hale e Keyser (1992: 118)

 

Nella presente comunicazione cercheremo di apportare argomenti alla posizione in a), in particolare affrontando due ordini di problemi e cioè se la rappresentazione delle parole sia uguale o diversa dalla rappresentazione degli affissi e se la selezione che un affisso fa della propria base è regolata dagli stessi principi che regolano la selezione che una testa opera sui propri complementi.

 

È evidente che se la rappresentazione di un affisso è identica alla rappresentazione di una parola e se la selezione della base da parte degli affissi è uguale alla selezione che le teste sintattiche fanno dei propri complementi, allora la separazione tra morfologia e sintassi è meno netta, ma se è vero il contrario, allora la separazione tra morfologia e sintassi è giustificata.

 

Riferimenti bibliografici

Anderson S. (1992), A-morphous morphology, Cambridge, Cambridge University Press.

Aronoff M. (1994), Morphology by itself, Cambridge (Mass.), MIT Press.

Backer M. (1988), Incorporation, Chicago, Chicago University Press.

Bisetto A. (1996), Il suffisso -tore, "Quaderni patavini di linguistica", 14, 39-71.

Bok-Bennema R. & B. Kampers-Manhe (1996), Romance complex words and the theory of morphology, ms.

Booij G.(1996), Allomorphy and the autonomy of morphology, ms.

Di Sciullo A. (1996), X' selection, in J. Rooryck & L. Zaring (eds.), Phrase structure and the lexicon, 77-108.

Dressler W. & L.Merlini Barbaresi (1994), Morphopragmatics, Berlin, Mouton.

Hale K. & J.Keyser (1992), The syntactic character of thematic structure, in I.M. Roca (ed.), Thematic structure. Its role in grammar, Berlin-New york, Foris, 107-141.

Lieber R. (1992), Deconstructing morphology: word structure in syntactic theory, Chicago, The University of Chicago Press.

Martin J. (1996), Gramatica y diccionario: el prefijo re-, Tesis doctoral, Universidad Autonoma, Madrid.

Scalise S. (1994), Morfologia, Bologna, Il Mulino.

Spencer A. (1993), recensione a Lieber (1992), "Language", 3, 580-587.

           

           

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Aggiornamento: 21 gennaio 2009